Perché Pablo soffre d’ansia?

Perché Pablo soffre d’ansia?

Ansia paleolitica nei tempi moderni

Pablo si svegliò con il canto delicato di una sveglia che gli perforava l’orecchio. Consultò il suo telefono cellulare ansiosamente, pieno di email, messaggi urgenti e avvisi di pagamento. Il suo sistema nervoso autonomo, sempre così perspicace, pensò che un orso affamato stesse ringhiando davanti alla caverna.

Senza perdere tempo a fare colazione, ripassò mentalmente la sua giornata sotto la doccia. Il suo sistema autonomo, paranoico come sempre, concluse che un clan rivale stava pianificando di rubargli il fuoco.

Mentre si vestiva, lesse notizie su inflazione, guerre e catastrofi. Il suo cervello primitivo, senza esitare, supponeva che la fine del mondo fosse dietro l’angolo e che i mammut si fossero ormai estinti.

Già in strada, rimase bloccato nel traffico tra urla e strombazzate. Il suo sistema autonomo concluse astutamente che era circondato in una gola da una tribù nemica con lance molto appuntite.

In ufficio, una discussione assurda con un collega lo agitò così tanto che il suo sistema nervoso decise che Pablo era in pieno combattimento rituale per la leadership della tribù.

La chiamata urgente del suo capo non migliorò la situazione: il suo sistema autonomo già si vedeva espulso dal gruppo e abbandonato nella tundra per inutilità.

Più tardi, quando dovette scegliere quali dipendenti mantenere nel suo team, il suo corpo interpretò che stava decidendo chi sarebbe stato lasciato alle iene in piena migrazione.

Una discussione domestica sulle spese fece entrare il suo sistema nervoso in massima allerta, credendo che la sua compagna stesse lottando furiosamente per l’ultimo pezzo di carne secca conservato per l’inverno.

Già a casa, davanti alla televisione, le notizie convinsero di nuovo il suo cervello primitivo che orde nemiche si aggiravano intorno al villaggio, pronte a distruggere la sua fragile capanna.

Infine, quando si coricò esausto, incapace di dormire, sentì vibrare ancora una volta il cellulare. Il suo sistema autonomo, sempre ottimista, lo interpretò come l’avvicinarsi furtivo di un predatore che finalmente arrivava al rifugio, ponendo fine a una giornata perfettamente tranquilla nella comoda vita moderna di Pablo.

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